Le Arance della
salute
Venerdì
29 gennaio 2011 si è svolta, presso l’Istituto Comprensivo di Venasca, l'oramai
pluriennale “Giornata delle Arance della Salute”.
Salute
intesa non solo come “Star bene” ma soprattutto come prevenzione dalle
malattie. Il ricavato della vendita di 348 retine (ognuna pesava 3 kg), di
arance, tutte provenienti dalla Sicilia, più
i contributi volontari da parte di singoli e famiglie, per un importo superiore a 3000 euro, è stato
devoluto all’AIRC (Associazione Italiana di Ricerca sul Cancro). Il cancro è
una malattia per cui gli scienziati e il personale medico specializzato
continuano ad operare per renderla sempre più curabile, in termini di terapie,
medicine e strategie sanitarie più sofisticate. Il simbolo dell’Associazione, non
per altro, è rappresentato da un microscopio e da un sole sullo sfondo, a
significare la speranza che il male, un tempo ritenuto incurabile, sia più
combattuto, anche con l’utilizzo di stili di vita più salubri, a cominciare
dall’alimentazione.
Il
tema dell’alimentazione e del movimento fisico, insieme al rispetto per
l’ambiente e per l’individuo, hanno costituito spunti di lavoro per la
Commissione Salute che in questi mesi si è adoperata per comprendere come
questi aspetti possano diventare parte integrante della vita di tutti noi.
L’obiettivo preminente è stato quello di sensibilizzare in modo adeguato le
famiglie sul problema di una sana alimentazione degli alunni durante la
giornata scolastica (spuntini, mensa ecc…) e sebbene il problema fosse già esistente, l’attenzione è stata puntata, recentemente,
sul senso più ampio dell’esperienza di promozione della Salute in una vasta
accezione.
La
giornata, in effetti, al di là del
ricavato devoluto, s’inserisce nell’ambito di un’iniziativa di educazione
alimentare promossa dall’Istituto, in cui anche gli operatori dell’Asl CN1
(psicologi, medici dietisti ed educatori) hanno fornito il loro contributo
attraverso incontri di informazione e di formazione per i docenti di diversi
ordini di scuola.
La
distribuzione delle retine, nei vari plessi dell’Istituto (Venasca, scuole
dell’infanzia, primaria e secondaria di 1°, Piasco, scuola primaria, Rossana,
scuola primaria, Brossasco, scuole dell’infanzia e primaria, Sampeyre, scuole
dell’infanzia, primaria e secondaria di 1°), come da programma strutturato ad
opera della Commissione, ha coinvolto oltre agli insegnanti referenti e agli
alunni, anche il personale ATA che ha partecipato attivamente all’iniziativa.
La sensibilizzazione delle famiglie è stata svolta, attraverso i bambini e i
ragazzi, con discussioni in classe, sottolineature sull’importanza del consumo
di frutta a casa e a scuola, coloriture di pieghevoli, commenti, interventi
degli alunni sui temi proposti dai docenti, tenendo conto della loro età e della
complessità degli aspetti trattati.
Ritengo
che la buona riuscita dell’esperienza sia il
risultato della sinergia degli interventi attuati ad opera di tutti gli
attori della Giornata: Dirigente scolastico, funzione strumentale, insegnanti e
docenti referenti, alunni di ogni ordine e grado, personale ATA, Responsabili
d’Area dell’Associazione, distributori locali, dai mezzi e dal materiale
utilizzato.
Si
auspica che l’esperienza possa essere allargata a contesti locali più ampi,
coinvolgendo altri soggetti, per il prossimo anno scolastico, e si ringraziano
tutti i partecipanti all’iniziativa per il loro prezioso contributo.
Per la
Commissione Salute e Sicurezza
Dr. Elio Chiavassa
COMMISSIONE SALUTE E
SICUREZZA
Referente: Elio Chiavassa
1- relazione, 2-
materiale informativo, 3- stesura obiettivi
1- relazione
sull’attivita’ svolta nell’anno scolastico 2009-2010
punti salienti:
a) piano di collaborazione asl cn1 e istituto comprensivo relativamente ad incontri su progetti. Tra questi partecipazione alla riunione su “Piano collaborativi ASL CN1 –Scuole, attività di
·
educazione sanitaria e promozione alla
salute” tenutasi in data 2.10.2009 dalle ore 15 alle ore 17 presso l’Aula 135
della Facoltà di Tecniche Erboristiche a Savigliano; - partecipazione all’incontro n. 1 del Laboratorio “S.O.S.
Sviluppiamo Opportunità di Salute”, tenuto dal Dipartimento di Prevenzione
Igiene, Alimenti e Nutrizione, in data 21.10.2009 presso l’ASL CN1 sede di
Savigliano; - partecipazione
all’incontro n. 2 del Laboratorio “S.O.S. Sviluppiamo Opportunità di
Salute”, tenuto dal Dipartimento di Prevenzione Igiene, Alimenti e Nutrizione,
in data 21.10.2009 presso l’ASL CN1 sede di Savigliano; - partecipazione ai
seminari formativi per insegnanti: “La salute si apprende a scuola: l’esempio
dell’alimentazione, della ristorazione collettiva e della sicurezza
alimentare“, svoltosi a Cuneo presso la sala riunioni ASL CN1 il giorno
30/11/2009 dalle ore 14.30 alle ore 17.30 e “La salute si apprende a scuola:
l’esempio dell’affettività, della sessualità, delle dipendenze e dei servizi
dedicati” svoltosi presso l’ASL di Savigliano (CN) il giorno 3.02.2010 dalle
ore 14.30 alle ore 17.30
partecipazione al Convegno: “Generazione AVATAR:
Giovani reali in mondi virtuali”, presso l’I.I.S. “Vallauri” di Fossano (CN),
in collaborazione
·
nell’ambito dell’incontro n. 2 del
Laboratorio S.O.S. (Sviluppiamo Opportunità di Salute), si è lavorato
strettamente sulla condivisione degli obiettivi di promozione alla salute
attraverso l’alimentazione. (Giorno della frutta, Giornata delle
Arance, Lettura etichette)
· stili di vita caratterizzati dall’attività sportiva e dal movimento, in accordo con i Programmi ministeriali e del POF (si veda a questo proposito anche il Verbale del Consiglio d’Istituto in cui il Preside, in qualità di rappresentante legale dell’Istituto, ribadendo l’importanza delle iniziative legate allo sport -sci, nuoto, escursioni…-, si impegna a promuoverle e a coordinarle).
Giornata delle arance: è stato un po’ il punto di partenza dell’attività
di Commissione svolta lo scorso anno (vedi articolo pubblicato sul mensile La
Strada”. L’iniziativa promossa dall’AIRC di Candiolo (TO) prevede la
distribuzione di retine di arance provenienti dalla Sicilia, su tutto il
territorio nazionale.
I proventi sono stati
superiori nell’anno scolastico 2009-2010 rispetto all’anno precedente
(2008-2009). Ritengo che tale risultato
dipenda, in parte, da una buona opera di sensibilizzazione delle
famiglie, attraverso materiali informativi, discussioni in classe, e
dall’altra, da contributi volontari di privati, particolarmente sensibili
all’argomento. Di fondamentale importanza sono stati i contatti con la
Responsabile della iniziativa che con la sua semplicità, disponibilità e
flessibilità stabilì, da subito, con me una relazione positiva.
·
S.O.S.
(Sviluppiamo opportunità di salute): l’iniziativa
dell’AIRC è stata la “molla” ad innescare una Rete di collaborazione con Enti
quali l’ASL CN1, attraverso il Piano collaborativo d’inizio anno. In continuità
con le “buone prassi” dell’Istituto, si è cercato di mantenere in tutti i
Plessi il “giorno della frutta” (di solito il giovedì). L’ASL promosse in
quest’ottica un’opera di sensibilizzazione agli insegnanti e ai genitori volta
a sostituire il consumo di merende e di bevande ipercaloriche con quello di
frutta e di acqua del rubinetto, il cui uso viene spesso sottovalutato anche
dai mass-media. La raccolta dei dati osservativi ha consentito di
elaborare alcune statistiche (vedi dispense al punto 2), a livello locale,
regionale e nazionale, molto interessanti, se confrontati tra di loro. Il confronto
deve avvenire soprattutto nel tempo, per capire l’entità dei
cambiamenti nelle abitudini alimentari e degli stili di vita
(ottica longitudinale di ricerca).
·
L’iniziativa è stata promossa
dall’ASL, anche in raccordo con gli obiettivi della O.M.S. (Organizzazione
Mondiale della Sanità) che prevedeva azioni da realizzare per la diminuzione
dell’obesità presso la popolazione infantile. Pare, proprio a proposito, che tutti
gli sforzi messi in atto dal personale scolastico e dalle famiglie, in
generale, si stiano dirigendo positivamente verso tale obiettivo. Però resta
ancora tanto da fare perché i risultati, per essere significativi devono essere
almeno un po’ duraturi nel tempo e soprattutto tenuti sotto controllo e
monitorati. Dal punto di vista statistico si dice che esiste una correlazione
positiva tra azioni messe in atto da insegnanti, genitori e operatori dell’ASL, in un’ottica
di collaborazione, e riduzione dell’uso di cibi grassi e ipercalorici.
·
L’iniziativa è stata promossa
dall’ASL, anche in raccordo con gli obiettivi della O.M.S. (Organizzazione
Mondiale della Sanità) che prevedeva azioni da realizzare per la diminuzione
dell’obesità presso la popolazione infantile. Pare, proprio a proposito, che tutti
gli sforzi messi in atto dal personale scolastico e dalle famiglie, in
generale, si stiano dirigendo positivamente verso tale obiettivo. Però resta
ancora tanto da fare perché i risultati, per essere significativi devono essere
almeno un po’ duraturi nel tempo e soprattutto tenuti sotto controllo e
monitorati. Dal punto di vista statistico si dice che esiste una correlazione
positiva tra azioni messe in atto da insegnanti, genitori e operatori dell’ASL, in un’ottica
di collaborazione, e riduzione dell’uso di cibi grassi e ipercalorici.
A questo punto, siccome di “cosa si genera
cosa”, in qualità di Referente, mi sono
preoccupato, sentiti anche gli altri membri di Commissione, di documentarmi sull’argomento e, fatto tesoro delle
·
esperienze maturate all’interno
dell’ASL, ho ritenuto cosa utile aderire all’iniziativa “Frutta nelle scuole”
promossa dall’Ufficio Salute dell’USP di Cuneo. Sempre nell’anno scolastico
2009-2010 sono stati raccolti i dati anagrafici della popolazione scolastica e
inviata una relazione al Responsabile del Settore Salute dell’Ufficio
Scolastico Provinciale che lavora in sintonia con l’Ufficio Scolastico
Regionale e il Ministero dell’Istruzione. L’iniziativa, infatti, parte dal
Ministero dell’Istruzione in raccordo con il Ministero delle Politiche
Agricole. Quindi di nuovo a livello nazionale. Essa prevede la distribuzione di
frutta nelle scuole di svariate tipologie di prodotte confezionate e sigillate,
di ottima qualità su tutto il territorio italiano. Mi sembra che l’iniziativa stia
procedendo molto bene. È stato svolto un incontro con le Fiduciarie dei Plessi
per coordinare gli interventi e le consegne programmate della frutta. Siccome
l’iniziativa, per ora riguarda solo le scuole primarie mi pare utile
sensibilizzare i Responsabili della Cooperativa “Alegra” di Faenza (RA) e per
il loro tramite, gli Uffici scolastici provinciali che si facciano portavoce a
livello istituzionale, al coinvolgimento
delle scuole dell’infanzia e delle scuole secondarie.
2. MATERIALE INFORMATIVO
A)
Previsioni
dell’aria: sul sito: www.lamiaaria.it si trovano i dati
aggiornati, facilmente decifrabili da tutti, sulla salute dell’atmosfera
italiana. Articolo su “Altroconsumo, ottobre 2009, 1 pag. + 2 schede da utilizzare in ambito
didattico
B)
alimentazione:
prevenzione secondaria (la prevenzione
primaria riguarda l’insieme delle azioni, anche a livello educativo,
didattico e sanitario, quando il problema non è ancora insorto o per evitare
che possano insorgere disagi correlati al problema principale; la prevenzione
secondaria riguarda la messa in atto di azioni, a carattere generale, volte
a contrastare gli effetti nocivi o deleteri del problema, e infine, la prevenzione
terziaria riguarda un piano dettagliato e particolareggiato di azioni da
attuare per far fronte al problema partendo dai dati più recenti e dalle
conseguenze più facilmente osservabili e riscontrabili. Articolo: “Pera e
mela per compito. Molte merendine, poca frutta. La scuola dovrebbe fornire lo
spuntino di metà mattinata”. 1 pag. Inchiesta: “Fastfood ingrassa
bambini. Ecco come la malsana cucina americana fa breccia tra i più piccoli.
Favorendo l’obesità”. 2 pagg. Altroconsumo ottobre 2009, Inchiesta: “Una
bomba se il menù è fuori pasta, 2 pagg. Altroconsumo, ottobre 2009.
Etichettatura: materiale illustrativo presentato dalle dietologhe, nell’anno
scolastico 2009-2010, con l’intervento in classe 5^ sul fastfood e le
etichette. Azione di sensibilizzazione dei bambini alla lettura delle
etichette. Seguita attività pratica. (3 pagg.) + Report: http://www.report.rai.it (2 pagg.) +
scheda esplicativa per lettura etichette, redatta dagli operatori dell’ASL CN1
(dietologa)
A)
acqua:
inchiesta: “Oro blu: sgorga a casa tua.
L’acqua di casa è buona e sicura: lo confermano le nostre analisi in 35 città.
Sbagliano gli italiani a non berla. Tracce di contaminanti in Lievissima e
Sant’Anna”. (3 pagg.). l’acqua di
bottiglia: come leggere la tabella: pochi disturbatori e per ora innocui.
(articolo + inchiesta, 2 pagg.) Altroconsumo, ottobre 2009. “acqua in brocca: quella del rubinetto è
generalmente buona e sicura. Le caraffe filtranti, anziché migliorarla,
rischiano di peggiorarla. Leggete il test: con nitriti e ammonio non ne imbroccano
una”. Altroconsumo, settembre 2007 (3 pagg.).
B)
movimento
e sicurezza stradale: testo descrittivo,
utilizzabile a scuola, + disegno (2 pagg.). la
mia amica a pedali: la bicicletta: testo descrittivo e regolativi, da
utilizzare a scuola + 3 disegni da colorare e commentare in aula (4 pagg.)
C)
“nuove
tecnologie e minori: capire il linguaggio dei giovani” : riguardo al problema della sensibilizzazione all’uso
corretto di Internet, blog, siti web, ecc…Altroconsumo settembre 2007 (1 pag.)
D)
le
arance della salute: articolo scritto dal
Referente e pubblicato sul mensile di riflessione e dibattito “La strada”
3- stesura
obiettivi (vedi invito alla riunione
di Commissione)

GIOVANNI GENTILE E L’IDEALISMO
1) CONCEZIONE
ANTROPOLOGICA
L’educazione
è la realizzazione di un modello ideale di uomo. La scuola è un’istituzione
specializzata nella educazione formale, attraverso la trasmissione sistematica
e sequenziale alle nuove generazioni soprattutto di un insieme di conoscenze
teoriche da cui derivano anche abilità pratiche, attraverso criteri ben
definiti di orientamento alla condotta individuale e collettiva. L’individuo sia in quanto discente sia in
qualità di docente, persegue delle finalità, i contenuti vengono trasmessi
attraverso i saperi, ad impianto filosofico, l’ideologia portante del sistema
d’istruzione e di educazione gentiliana è sottesa a finalità, contenuti e
istituzioni.
2) CONCEZIONE
SUL SAPERE
Gentile
nella formulazione del suo impianto teorico che sarà in seguito attuato con la Riforma scolastica del
1923, si pone l’interrogativo di quale debba essere il modello ideale di uomo
per affrontare le problematiche educative (pedagogia del “dover essere”), in
contrapposizione allo spirito positivista della conoscenza che parte dalla
conoscenza scientifica dell’uomo nella sua realtà antropologica,
socio-psicologica. Quest’ottica (“pedagogia dell’essere”) non stabilisce il
problema di quale sia l’essenza dell’uomo, ma si pone l’obiettivo di
individuare quale sia il percorso educativo più adatto a risolvere i suoi
problemi. Invece Gentile individua un modello perfetto di uomo che deve essere
realizzato, l’educatore, a priori, definisce ciò che vuole realizzare,
attraverso una concezione unilaterale e multidisciplinare di quelli che sono i
processi educativi.
3) MODELLO
SOCIO-POLITICO
L’I
idealismo gentiliana che si colloca tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, in contemporanea con
il pensiero positivista, si scosta da questo in modo netto, in quanto critica
il dato, il certo, l’empiria. L’idealismo puro è di tipo speculativo e deriva
dalla filosofia dell’atto puro. Il modello idealista di scuola prevede
un’educazione elitaria e una scuola laica.
Benedetto Croce è Ministro della Pubblica Istruzione nel 1921. ci sono
delle ragioni storiche e teoriche nella centralità educativa del filosofo
siciliano; le prime riguardano l’insoddisfazione aperta alla unificazione
nazionale. L’insuccesso era dovuto al fatto che le classi dirigenziali elitarie
non avevano tenuto in sufficiente conto i messaggi trasmessi da Gioberti e
Mazzini. Si trattava dunque di ritessere il filo interrotto attraverso la
pedagogia che certamente non poteva essere disgiunta dalla filosofia. Gentile
fu ministro dell’istruzione nel primo governo Mussolini e ben a pochi capitò
come a lui, di tradurre in pratica, attraverso una riforma le sue tesi
filosofiche. Va ricordato che la riforma fu concepita all’inizio come tentativo
di riscattare gli errori compiuti nel passato a causa di una insufficiente
applicazione del pensiero di Mazzini e Gioberti. Fu predisposta in funzione
della preparazione della futura classe dirigente (elite emergenti), infatti
dopo la Scuola Elementare ,
finalizzata alla scolarizzazione delle classi popolari, si accedeva, attraverso
prove estremamente selettive alla scuola secondaria che si concludeva dopo otto
anni con un esame di Stato.
4) METODO
– CONTENUTI
La
reazione antipositivistica nell’idealismo di Gentile
Soltanto
attraverso la riflessione filosofica l’uomo è in grado di raggiungere l’essenza
della conoscenza che la psicologia e la sociologia non potevano dare con il
loro metodo scientifico (cfr. lo slancio vitale di Bergson). L’educazione è
vista come “processo dello spirito”, accogliendo lo spirito socratico di
“conosci te stesso” (auto-educazione). L’educazione è null’altro che formazione
dello Spirito, è farsi dello Spirito, cioè formazione dell’uomo in quanto
realtà spirituale. Le principali opere si concentrano tra il 1900 e il 1920,
“Il concetto scientifico della pedagogia” è del 1900. “La riforma
dell’educazione” è del 1920…”Sommario di filosofia come scienza filosofica” in
due tomi del 1912 e 1913. gentile si occupò del problema pedagogico fin dalle
origini della sua attività. “La teoria generale dello spirito come atto puro” è
del 1916.
Nella
concezione gentiliana l’educazione è unica come unico è lo Spirito. La unicità
dell’educazione è motivo preponderante in Gentile che afferma priva di senso la
contrapposizione tra istruzione ed educazione, educazione religiosa, educazione
scientifica, educazione estetica, educazione umanistica.
La
didattica come teoria della scuola
La
didattica è un momento dialettico all’interno della pedagogia, volta non a
prescrivere o a indurre a ricordare nozioni, bensì a cogliere il significato
delle cose anche attraverso semplici manifestazioni di esse, mediante immagini,
parole ecc…un verso può esprimere un poema, una figura un concetto, un’infinita
genesi del sapere, così è definita la conoscenza. Il sapere non è trasmissivo
ma edificante. La legge interna dello Spirito fu il motivo principale della
pedagogia gentiliana, come fu il rapporto tra scuola e società per Dewey o lo
sviluppo psicologico per Claparede.
5) FINALITA’
– VALORI
In
quanto all’idealismo l’individuo si autoeduca attraverso un processo infinito
coinvolgente l’intera sua esistenza. L’uomo è colto attraverso il flusso
continuo e inarrestabile della storia, in lui si manifesta la libertà come
capacità di cogliere lo Spirito in questo flusso. L’uomo è sintesi a priori di
particolare e universale e la dicotomia tra libertà e autorità, comune a tutte
le pedagogie, è risolta attraverso la manifestazione dello Spirito Assoluto
nelle diverse individualità. La formazione del maestro consiste nella piena
accettazione di sé, senza costrutti artificiosi e meccanici del suo
insegnamento.
L’identità
di maestro e scolaro
Maestro
e scolaro sono una cosa sola nella misura in cui lo scolaro osserva le
indicazioni del maestro e quindi ne asseconda le aspettative ponendosi l’uno e
l’altro al cospetto della verità. “l’autorità dell’educatore diventa la libertà
dell’alunno” in Sommario di Pedagogia come scienza filosofica, non ha più senso
contrapporre educazione negativa (Rousseau) e positiva (Herbart) come aveva
fatto Hessen.
6) A
CHI COMPETE EDUCARE
L’educazione
come auto-educazione si risolve in un’unica attività: pedagogia e filosofia sono
strettamente connesse l’una con l’altra.
La
formazione dell’insegnante dev’essere umanistica e religiosa. Nei licei non è
necessario l’insegnamento della religione che viene assorbito da quello della
filosofia. Come si snoda l’impianto educativo didattico, (vedi diagramma pagina
seguente): attraverso un nesso indissolubile tra formazione e istituzione.
Accanto all’unità del sapere se ne afferma la centralità di quello
umanistico-letterario espresso in modo massimo con il liceo-ginnasio. Il sapere
scientifico veniva trasmesso in forma culturale e non per l’acquisizione di
abilità pratiche. Il liceo scientifico rappresentava una copia imperfetta del
ginnasio e seguiva l’Istituto Magistrale senza greco e di quattro anni e,
infine, vi erano gli istituti tecnici mentre quelli professionali non venivano
neanche considerati. L’intenso rapporto con i classici permetteva di avvallare
la tesi che il sapere non veniva trasmesso ma generato. Un’altra importante
considerazione sta nella libertà di insegnamento. Il valore del maestro
consisteva nella forza della sua cultura. Così si delineava la contrapposizione
tra scuola pubblica e privata. L’Istituto Magistrale aveva una connotazione più
culturale che in passato quando doveva fornire profili più di stampo
professionale. L’estrazione popolare del maestro era ben vista mentre quella
del dirigente doveva essere una formazione culturale di tipo classico e
umanistico. Anche i valori religiosi sono sottolineati come parte integrante
della cultura, soprattutto a livello di studi non classici dove non era
impartita la filosofia. La riforma del 1923 rappresentò un brusco iato con la
cultura pedagogica positivista.


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7) PASSI
SIGNIFICATIVI
“Il maestro come
pedante” 1913
“Si dice di uno che ripete sempre la
stessa canzone, sempre in quel medesimo tono come farebbe un organino, che è
una macchina. Un maestro che sia una macchina da far lezioni non è un maestro,
ma la materializzazione o la degenerazione antispirituale del maestro. Si dice
per ischerzo un pedante. Pedante è colui che non ha (o ha in dose scarsissima)
quella qualità che è essenziale allo spirito, una volta che si concepisca come
continua creazione di se stesso, e però è formazione inquieta e sempre
insoddisfatta di sé: l’originalità o freschezza in ogni momento. Non sente il
flusso della vita, perché è pigro e non si muove spiritualmente: e tutto gli
par sempre quello; e ripete sempre le stesse parole, poiché le parole gli
parino si adattino a tutti i casi, in cui egli non vede differenze; e di ogni
cosa che creda una volta aver capito, si fa un modello, una regola assoluta; e
si caccia con il cervello in un sacco di definizioni, di massime astratte, dei
così detti concetti generali, che sono fotografie di cose morte, viste una
volta: e non può muovere un passo, se non dentro il suo sacco, a norma d’uno di
quei fantasmi di vuote generalità; non dice parola, che non sia quello di un
dato scrittore cospicuo; non fa un costrutto, che non sia quello approvato dai
grammatici ; non obbedisce ad una aspirazione simpatica del cuore, perché vi si
oppone la lettera di un precetto morale. E smorzando insomma dentro di sé la
fiamma della propria spiritualità, s’avvolge malinconicamente in un mondo di
ombre, dove non gli è dato più, come naturale, d’imbattersi in un essere vivo.
Così il maestro che crede d’imbattersi in saccoccia, chiuso in un manuale da
leggere e da rileggere, il tesoro del sapere che gli tocca insegnare, il
maestro professionalizzato diventa quel famoso pedante che è insieme stato per
secoli la tragedia opprimente e la gioconda commedia della giovinezza umana.
Il
maestro, che è maestro, non si ripete; ma si rinnova perennemente nello spirito
dello scolaro”.
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